Carta degli intenti

La Carta degli Intenti

La “Piattaforma Nazionale Antitratta” riconosce come propria finalità la tutela delle persone vittime di tratta e di grave sfruttamento e il contrasto di ogni forma di traffico di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale, lavorativo, per accattonaggio, per il coinvolgimento coatto in attività illegali.

La “Piattaforma”:

1.

Pone al centro del proprio agire le persone migranti coinvolte nei circuiti di tratta e di grave sfruttamento, tutelate e accolte nella loro complessità di diritti e necessità, riconoscendole come soggetti attivi, partecipanti in modo diretto e consapevole ai loro processi di emancipazione e autonomia;

2.

Considera le azioni di contrasto al traffico di esseri umani e alla tutela delle persone in esso coinvolte come forma concreta e positiva di lotta alla criminalità e alle organizzazioni criminali;

3.

Si propone come “luogo” aperto di collaborazione e confronto tra soggettività differenti, in un’ottica di costruzione di “meticciato”, di reciproco riconoscimento e pari dignità tra i soggetti che in essa si riconoscono;

4.

Considera le azioni di contrasto al traffico di esseri umani parte integrante di politiche di governo dei flussi migratori centrate sull’inclusione e il riconoscimento dei diritti delle persone migranti ed in tale ottica auspica il definitivo superamento di impostazioni e politiche sbilanciate su impianti meramente securitari o repressivi siano essi svolti a livello locale che nazionale;

5.

Intende le proprie azioni come insieme di interventi di interesse pubblico e collettivo, rivolte alle persone vittime di tratta e al contempo mirate alla costruzione di benessere e sicurezza per l’intera comunità;

6.

Intende il proprio operare come sano e positivo investimento di risorse pubbliche;

7.

Si propone sia come spazio di indagine e ricerca sul fenomeno della tratta nelle sue diverse forme e tipologie, sia come laboratorio per la condivisione di competenze, metodologie e pratiche tra i diversi soggetti, pubblici e del privato sociale, che lavorano nel sistema anti tratta a livello locale e nazionale;

8.

Favorisce un’idea di integrazione tra pubblico e privato sociale che da una parte rifiuta qualsiasi ipotesi di delega e disimpegno da parte dello stato e degli enti locali e d’altra parte propone il mantenimento di una forte funzione pubblica dei servizi e delle attività, centrata sul principio dell’universalità dei diritti e della pari dignità tra enti pubblici e soggetti del terzo settore;

9.

Promuove e rivendica come essenziali gli interventi di vicinanza e prossimità, centrati sulla riduzione dei rischi e su metodologie non giudicanti di primo contatto, orientamento e presa in carico;

10.

Si organizza in forma assembleare, individuando forme di partecipazione e di rappresentanza democratiche, flessibili e circolari e non partecipa direttamente alla gestione di risorse economiche.